Koh Mak: il mio ricordo felice della Thailandia

Da quando ho iniziato a viaggiare, ho sempre pensato che prima di tornare nello stesso posto, avrei dovuto vedere il mondo intero.

Ma nella vita esistono le massime ed esistono le eccezioni che le contraddicono.
Quindi, dopo soli cinque anni, sono tornata in Thailandia. E’ successo di nascosto, dopo aver comprato due zaini economici ed averli riempiti di magliette arrotolate, snorkel e bisogno di partire.
Il nostro viaggio è stata un’ iniezione di tutto ciò che ci fa stare bene: il clima caldo, il mare, contatto con la natura…e Bangkok. E la sensazione di essere nel posto giusto al momento giusto. Tutto è filato liscio (a parte la mia reazione allergica alle punture dei tafani, ma vabbè!) e la soddisfazione è stata tanta anche perché abbiamo deciso di partire all’ ultimo minuto, senza averlo programmato a lungo, consapevoli di esserci meritati una parentesi in cui staccare la spina da tutto e da tutti.

Nonostante il mio amore viscerale per Bangkok e per la Thailandia in generale, Koh Mak è il mio ricordo felice di questo viaggio. Dopo alcune veloci ricerche su internet che ci hanno fatto scartare le blasonate Koh Tao e Koh Lipe perché fuori dal nostro budget, abbiamo trovato Koh Mak.
Un’ isola buttata nel Golfo di Thailandia vicina-vicina alla Cambogia e che difficilmente rappresenta la meta di un viaggio thailandese. Questo perché è un’ isola piccola, tranquilla e ancora lontana dai rave party.

La dimensione di Koh Mak è di soli 16km² e la vita si articola principalmente lungo le coste di nord e sud ovest. Qui sono localizzati i vari resort perché le spiagge sono migliori essendo prive di fondale roccioso (che è invece presente nel lato est dell’ isola).

 

Mappa di Koh Mak - Foto credit: koh-mak-property.com.

Mappa di Koh Mak (Foto credit: koh-mak-property.com)

La cosa che ho adorato di più di Koh Mak è proprio la tranquillità che pervade l’ aria. Prendere un motorino ed andare a zonzo per l’ isola è una delle cose più belle. Si vaga tra le palme e le piantagioni di caucciù, per poi raggiungere qualche pezzo di costa, magari dimenticato da Dio.

Per la strada, l’ avventore più pericoloso che si può incontrare é qualche gallo cedrone che difende spavaldo il suo territorio. Mentre la cosa che risulta più difficile è cercare di stilare una classifica di dove si mangi meglio. Dopo 8 giorni noi abbiamo fatto una lista nostra, eleggendo il posto migliore dove fare colazione, il posto migliore per i milkshakes, il posto migliore per assaggiare la banana fritta, il posto migliore dove mangiare noodles. Ovviamente è una lista super segreta che non rivelerò nemmeno sotto tortura: se andrete a Koh Mak sarete costretti a provare tutti i ristorantini per poter stilare la vostra classifica personale.

 

Ma ci sono delle chicche che non posso esimermi dal condividere con voi. La prima è dove recarsi per ammirare il tramonto.

Se volete un’ escalation di splendore iniziate salutando il sole che scompare lentamente dietro le colline dell’ isola mentre siete a mollo nelle acque della parte sud ovest. Noi avevamo scelto come sistemazione per gli otto giorni il Baan Koh Mak ed avevamo la fortuna di avere una spiaggia bellissima proprio a pochi passi dal nostro bungalow. Mi ricordo una Chang, la felicità di essere appena arrivati e il primo bagno, proprio durante il tramonto.

 

Poi c’è il Banana Sunset Bar: un chiosco sulla spiaggia praticamente all’ estremità della parte sud ovest dell’ isola, dove già il fondale sabbioso finisce per lasciare lo spazio alle rocce. Da questa terrazza sull’ acqua si ammira uno dei migliori tramonti di Koh Mak. Il posto è gestito da una coppia di ragazzi americani veramente disponibili e friendly. Tanto disponibili da offrirsi di riportarti a casa se sei arrivato fin lì a piedi: dopo il calar del sole molte parti dell’ isola sono avvolte nel buio più totale. Un consiglio: assaggiate uno dei gustosi milkshake e stuzzicate qualcosa mentre guardate il tramonto, la cucina anche se un po’ cara non é affatto male.

Ma siccome il meglio viene alla fine: eccolo. Il tramonto dal pontile del Cococape Resort è in assoluto il migliore dei tre. Il Cococape è un resort abbastanza grosso, situato nella parte nord ovest dell’ isola. Noi ci andavamo ogni giorno per prendere la barca che ci portava a Koh Kham (una sorta di atollo paradisiaco da Robinson Crusoe: ve ne ho già parlato qui) . Mentre dal Koh Mak Resort, poco distante, la barca per Koh Kham parte solo se si raggiungono un numero minimo di persone, al Cococape per lo stesso prezzo, ci portavano e ci venivano a prendere quando volevamo noi.

Al ritorno da Koh Kham, ci fermavamo sul pontile da dove partiva la barca per fare snorkelling. Questo infatti, oltre che per il tramonto è il punto migliore anche per lo snorkelling a Koh Mak.

 

L’ altra delle due chicche di cui vi parlavo poco fa è quella di esplorare il centro dell’ isola. Girovagate liberamente e senza una meta fino a quando non inciampate nel Koh Mak Museum: un gioiellino. Le strade che percorrono l’ isola sono composte da due arterie principali, da cui si snodano tanti piccoli sentierini non asfaltati alla fine dei quali si trovano spesso delle sorprese. Una di queste sorprese è appunto il museo di Koh Mak. Piccolo e striminzito: probabilmente non ci troverete nemmeno nessuno dentro ad accogliervi. Voi entrate, in punta di piedi, lasciando le infradito fuori dalla porta. Il pavimento è composto da tante vecchie assi di legno scuro che cigolano quando ci si passa sopra e lasciano intravedere il mare sotto ai propri piedi, tra le fessure.

Quello che troverete all’ interno somiglia molto ad uno dei musei contadini che potreste trovare in un paesino romagnolo: dove il prete e la monaca sono esposti con tanto di spiegazione, tra le foto d’ epoca. Insomma, vi verrà da sorridere.

Infine, tornando sulla strada principale, seguite le indicazioni per il Koh Mak Temple. Inoltratevi all’ interno, poco dopo la grande statua di Buddha. Scoverete un tempietto all’ interno del quale abitano tre monaci che non vedono l’ ora di attaccare bottone con voi. Da lì spingetevi verso il retro del tempio, fino ad arrivare al Buddha che si affaccia sul mare.

Buddha by the sea


Dove alloggiare: noi ci abbiamo messo più tempo a decidere dove dormire rispetto a quanto ne abbiamo impiegato a scegliere su quale isola trascorrere questi 8 giorni. Koh Mak ha soluzioni per tutte le tasche: dai bungalow veramente cheap per cui non si spendono più di €12 a notte (in due) a quelli di lusso, che costano molto di più.

Se avete la possibilità di regalarvi un soggiorno da mille e una notte, scegliete il Seavana Resort: le foto che ci sono sul loro sito non gli rendono giustizia. Noi ci passavamo davanti ogni mattina – diretti al Cococape – e ne restavamo ammaliati. Alla fine ci siamo concessi due massaggi spaccaossa nel loro centro benessere open-air che fronteggia il mare. Una meraviglia.

 

Seavana Spa Koh Mak

Se invece volete optare per qualcosa che non sia né troppo economico né troppo costoso, posso consigliarvi senza esitazione il Baan Koh Mak, quello che abbiamo scelto noi. Qui è possibile pernottare per 1690 Baht, circa 45€. Il nome la dice lunga: baan in thailandese significa casa. Pochi bungalow, nuovi, puliti e moderni. Ma soprattutto la mia gioia di vedere il mare ventiquattro ore al giorno e sentirne il rumore. Il personale è davvero molto gentile, sorridente, disponibile (come su tutta l’ isola del resto). Insomma ci si sente davvero a casa. Se prenotate tramite booking.com, evitate pure di acquistare anche la colazione: subito fuori dal Baan Koh Mak ci sono due dei migliori posti dell’ isola che offrono una colazione da sogno. Provateli assolutamente.

 


Sempre al Baan Koh Mak potrete noleggiare uno scooter: ci sono un paio di negozietti che li noleggiano sempre davanti al Baan, sulla via principale, ma per simpatia noi abbiamo scelto loro.

Dove comprare: e a questo punto, non posso non parlarvi della mia cara nonnina thailandese. Proprio davanti alla spiaggia, subito a fianco del Koh Mak Resort, c’è un negozietto minuscolo, pieno zeppo di cose belle, che vi catturano lo sguardo da lontano. Al suo interno ci troverete la nonnina più tenera che abbia mai incontrato: mia adorata compagna di conversazioni, grazie alla quale ho imparato ben due nuove parole in thailandese. Io ho provato ad insegnarle la parola “arrivederci”. Troppe erre per un thai. Da Jutamas (questo il nome della vecchina), troverete tanti prodotti artigianali, realizzati dalle donne delle tribù del nord. Specialmente i monili d’ argento sono davvero belli e i prezzi rimangono contenuti. Io ho comprato qui tutti i miei ricordini da portare in Italia. Ogni volta che acquistavo qualcosa Jutamas mi faceva un piccolo omaggio: due elefantini di legno, che ora sono il mio portafortuna da tenere sempre in camera mia, o un portamonete colorato.

Se un giorno doveste capitare nel suo negozietto, portatele i miei saluti: basterà che le diciate “arrivederci”.

 

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2 pensieri su “Koh Mak: il mio ricordo felice della Thailandia

    • Si Eli, ho prenotato un bus da Bangkok per Trat e poi da Trat una speed boat per Koh Mak. Il bus ci mette molto (6 ore almeno) se ti spaventa il tragitto lungo, puoi sempre prendere un volo Bangkok-Trat. Ce ne sono diversi a cadenza giornaliera.
      Se ti serve qualche altra info, sono qui.

      Mi piace

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