FotoPost: Indonesia, ricordi di un viaggio in technicolor

Il primo post sull’ Indonesia non poteva che essere un post fotografico.

In fondo, ho lasciato Bali alla volta di Sydney ormai un mese e mezzo fa e non ne ho ancora scritto.

Ci sono quasi mille immagini che scalciano per uscire dal mio hard disk. Selezionarne solo alcune è stato particolarmente difficile. L’ Indonesia è stata per me una vera sorpresa.

In ogni viaggio mi rimane stampato in testa un particolare che porto con me come un souvenir e che a distanza di tempo è capace di rievocare nella mia mente il viaggio stesso. Nel caso di Bangkok è una sensazione olfattiva. Per New York invece è un sapore.

L’ Indonesia nei miei ricordi è colore.

Un’ esplosione di colori estremamente vividi, tanto da averceli ancora ben impressi negli occhi.

La prima volta in cui sono rimasta incantata a contemplare la bellezza di questa parte di Sud Est è stato mentre in treno percorrevo il tratto tra Yogyakarta e Jakarta. Otto ore di campi di riso.

Il verde in questa terra, tocca tutte le sfumature: dai colori più tenui e tendenti al giallo delle risaie, al verde accesso delle foreste. Come nel caso della Monkey Forest o di Borobudur, dove le antiche costruzioni in cemento sono state ricoperte nel tempo da ciuffetti di muschio color verde fluo. Tra le rovine di Java e Bali è difficile non sentirsi come in Tomb Raider, completamente immersi in una vegetazione così rigogliosa.

 

La meraviglia dei colori continua all’ angolo di ogni strada, puntellato di piccolissimi cestini contenenti offerte religiose da esporre come dono.

Minuscole tavolozze piene di arancioni, rosa e lilla sgargianti, trovano posto davanti ad abitazioni, locali, negozi e tra le statue che, fasciate in eleganti tessuti, accolgono chiunque si appresti ad entrare.

Soprattutto Bali ne è piena: ci si aggira cercando di non calpestarle. Sarebbe un vero peccato data la cura e la minuzia con cui sono realizzate.

 

Nella mia mente c’è poi il rosso mattone di Chinatown, a Jakarta. Scoprire questo quartiere, che prende il nome di Glodok, è stato uno dei momenti più belli ed emozionanti di tutto il viaggio.

Inoltrandosi all’ interno del mercato di Glodok, si giunge al tempio seminascosto di Vihara Dharma Bhakti: un luogo pieno di fascino nonché simbolo della tolleranza tra le religioni. La nostra “guida” d’ eccezione (un simpatico e sdentato vecchietto indonesiano che si è offerto di mostrarci Chinatown con i suoi occhi), ci ha spiegato che all’ interno di questo antico tempio si venerano tre religioni diverse.

Sono rimasta letteralmente rapita dalla strana atmosfera che regna in questo luogo, che nei miei ricordi ha assunto le tinte del rosso delle lunghe candele, delle lanterne panciute e dei bastoncini di incenso accesi a bruciare all’ infinito. Un posto surreale, talmente caratteristico da sembrare fiabesco.

 

E infine, c’è l’ azzurro del mare. Un azzurro come non ne ho visti di simili.

Un colore iridescente, come nel caso del mare su cui si affaccia il tempio di Uluwatu e del Blue Point: una parte di Bali famosa per avere un’ acqua stupendamente cristallina. In entrambi i casi, da queste parti le onde la fanno da padrone.

Mentre le placide acque di Gili Meno, un isolotto al largo di Lombok, sono il luogo adatto in cui rilassarsi. Il mare di Meno, soprattutto nelle prime ore della giornata offre uno spettacolo talmente invitante che è davvero difficile resistergli. Unico inconveniente una volta entrati nell’ acqua: una nutrita colonia di ricci di mare! 🙂

 

 

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9 pensieri su “FotoPost: Indonesia, ricordi di un viaggio in technicolor

    • 🙂 nel mio caso a farci da guida è stato un vecchietto di Jakarta, ma evidentemente è proprio una qualità che contraddistingue gli indonesiani in genere.
      Ho trovato in loro una grande curiosità ed una grande voglia di entrare in contatto con gli stranieri. Sono affascinati. La parte più comica del viaggio è stata quando a Borobudur e Prambanan, gli indonesiani in visita a questi siti ci fermavano (quasi un centinaio di volte) chiedendoci di fare delle foto con loro. 🙂

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  1. ti scopriamo solo ora ma che bellezza di foto ! Noi avevamo in mente l’ Indonesia quest’anno, ma causa periodo non consono, credo salteremo, le tue foto ci fanno sognare 🙂 ! ciao!! dueingiro.blogspot.it

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    • Grazie infinite! Anche quando sono stata io non era periodo, anzi: doveva essere il momento dei monsoni. Abbiamo dovuto fare un itinerario obbligato: il più sicuro climaticamente parlando. Se cercate sole e mare, puntate sulle isole Gili: c’è bel tempo tutto l’anno anche durante la stagione umida. Vengo a fare un salto da voi. A presto!! 🙂

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