La vita è come una scatola di cioccolatini: non sai mai quello che ti capita.

Sto scrivendo dalla poltrona massaggiante di un posto in business class in questo volo che ci porterà a Colombo tra sette ore.
Realizzo solo in questo momento che siamo partiti, davvero. Ripenso con un sorriso amaro all’ epopea senza fine di questi ultimi due giorni.
Un’ avventura ricca di imprevisti e colpi di scena, ansia a mille ed una stanchezza abbacinante come effetto finale.
Penso che solo il fatto di partire per un viaggio di un anno agli antipodi, possa essere considerato come un evento sufficientemente stressante. Mi torna in mente una classifica che lessi qualche anno fa mentre preparavo un esame di psicologia clinica: una lista in cui venivano messi in ordine di importanza gli eventi della vita considerati più stressanti.
Tra questi c’era il lutto, ovviamente. La perdita del lavoro, il trasferimento, e mi aveva colpito trovare il matrimonio tra i primi posti.
Io ci inserirei anche le partenze. Soprattutto per viaggi a lungo termine.

Ora mentre scrivo sto sorvolando l’ Egitto. E mi rilasso, finalmente.

La nostra odissea inizia il giorno 30 dicembre alle 9, durante il viaggio in treno che da Rimini mi avrebbe portata a Bologna e poi a Roma da dove avremmo preso il volo per l’ Indonesia. Pronta con il biglietto del mio regionale in tasca, inizio a salutare mamma e sorella che mi hanno accompagnata in stazione. Andrea è già a Roma dalla sua famiglia e mi aspetta alle 15 del pomeriggio.
Il primo treno delle 9,40 comincia a ritardare di 20 minuti, che poi diventano 60, di botto.
Sull’ Intercity che arriva subito dopo tutti i posti sono esauriti così non mi rimane altra scelta se non aspettare il treno delle 10,40 (anche perché nel frattempo il ritardo del primo regionale si è trasformato in ben 90 minuti).
Salgo su questo, speranzosa del fatto che partendo da Rimini non dovrebbe partire in ritardo. Sono in ansia perchè con questo regionale, avrò solo 30 minuti di tempo per prendere la coincidenza con Italo in direzione Roma.
Mi siedo, mi tolgo il cappotto e sistemo i bagagli. E mentre penso ottimista che posso farcela ad arrivare in tempo, l’ altoparlante annuncia un ritardo di 30 minuti anche per questo treno.

Guardo l’ orologio: Italo parte tra due ore da Bologna. Chiamo subito mia mamma e chiedendole di fare marcia indietro, venirmi a prendere e portarmi in macchina in stazione a Bologna.
Ci mettiamo in marcia, in una A14 comprensibilmente piena di traffico (infondo siamo sotto le feste) e speriamo che almeno la situazione neve non si complichi.

Dopo un’ ora e mezza arriviamo finalmente a destinazione. Ho tutto il tempo per prendere la coincidenza con Italo. Posso tirare un sospiro di sollievo.
Guardo il tabellone dei treni e per sicurezza decido di recarmi nella sala d’ aspetto di Italo per vedere quale sarà il binario del mio treno.

Chiedo informazioni al front desk, dove un ragazzo dell’ assistenza mi informa che il 30 dicembre non è previsto alcun treno delle 12,50 per Roma. Deve esserci un errore con la mia prenotazione. Con un sorriso storto e i sudori freddi tiro fuori il mio biglietto. Lo guardo e leggo “30” nella data della prenotazione. Glielo porgo, speranzosa.

“Questo biglietto è per il 30 Gennaio”, mi dice. Mi sento mancare. Incredula mi chiedo come possa essermi sbagliata di un mese e non essermene mai accorta nei giorni precedenti mentre confermavo l’ acquisto, stampavo e sistemavo il biglietto nello zaino. Non è il primo acquisto che effettuo online (anzi!) e mi sento una tonta.
Trattandosi di un’ offerta, il biglietto non è modificabile né tantomeno rimborsabile. Questo lo sapevo.

 

Ritardi, ritardi e ancora ritardi…

Trovo il penultimo posto su Italo delle 17,20 e decido di acquistarlo ugualmente: con la situazione tragica di Trenitalia che nel frattempo si sta aggravando, preferisco non rischiare, tanto più che il giorno dopo è Capodanno.
Quella di comprare il biglietto si rivela una scelta azzeccata, anche se per niente economica.

Dopo ben quattro ore e mezzo di attesa a Bologna e due di viaggio, arrivo a Roma. Esausta, infreddolita, ma felice di essere finalmente lì, ad un passo dalla nostra grande partenza.
Adesso niente può impedirci di partire.

Ma gli imprevisti non finiscono, purtroppo.

Dopo i festeggiamenti di Capodanno in famiglia tra un brindisi a noi che partiamo ed un “buona fortuna”, andiamo a dormire e fissiamo la sveglia presto per l’ indomani in modo da prepararci e chiudere le valigie con la dovuta calma.

Il giorno della partenza è arrivato: avviciniamo i bagagli alla porta e controlliamo di avere con noi tutti i documenti. Con orrore ci accorgiamo che non ci sono i passaporti. Nè la patente internazionale, né i biglietti di Air Asia per i voli interni.
Cominciamo a mettere a soqquadro l’ appartamento, cercando dappertutto e svuotando completamente gli zaini.

Niente. Sembrano spariti, volatizzati.

Continuiamo a cercare ovunque e si uniscono a noi anche la mamma, la nonna e lo zio di Andrea. Siamo in cinque e passiamo al setaccio ogni millimetro di casa.
Dopo un’ ora e mezzo di ricerche ed ormai terribilmente in ritardo, iniziamo a pensare che possano essere stati inavvertitamente buttati nella spazzatura.
Io tra l’ arrabbiato e il rassegnato chiamo l’ assistenza dell’ assicurazione che abbiamo stipulato la sera prima. Questa fortunatamente copre non solo le spese mediche, ma anche l’ eventuale annullamento del viaggio anche se in una percentuale minima.

Mentre sono al telefono con un addetto della Sri Lankan Airlines di Colombo (perchè l’ ufficio di Fiumicino non risponde), arriva di corsa lo zio di Andrea con in mano la nostra benedetta busta.
I nostri passaporti bordeaux spiccano belli come il sole al suo interno. Non sono mai stata così felice di vederli.

La busta con tutti i documenti del viaggio, visti per l’ Australia compresi, erano finiti in soffitta. Andrea li aveva messi al sicuro dentro alla cassettiera nella stanza dove lo hanno ospitato, dimenticandosene completamente. Non fosse altro che per fare spazio al materasso gonfiabile su cui ho dormito le due sere precedenti, questa cassettiera era stata spostata in soffitta.

A questo punto voi direte: “che due tonti che sono ‘sti due”. Ed avete ragione.

Ci siamo flagellati ripetutamente per la nostra testa tra le nuvole. Anche se avendo studiato un po’ di psicoanalisi penso che probabilmente la parte di noi che non voleva partire si è messa in mezzo. Aspettavamo con ansia questa partenza da quando nel maggio del 2011, siamo tornati in Italia dopo 4 mesi di vita australiana. Contavamo letteralmente i giorni.

Eppure dentro di noi c’è anche tanto timore, che è andato crescendo negli ultimi mesi, man mano che ci avvicinavamo alla data. E’ il timore di non farcela a realizzare questo sogno così bello e gelosamente custodito durante questi tre anni.
Fatto sta che dopo parecchi viaggi, abbiamo affrontato questo come due sprovveduti che sbagliano a prenotare un biglietto ferroviario e che si dimenticano dove hanno messo i documenti per partire.
In 72 ore abbiamo visto concretizzarsi due delle situazioni più temute da ogni viaggiatore.

Ma arrivati al banco del check in, fortunatamente in tempo anche se con le facce sconvolte, riceviamo una dolce sorpresa. Due biglietti di business class da Roma a Colombo: la tratta più lunga che dovremo affrontare nei prossimi giorni. Arrivare in ritardo al banco dei check-in perchè non trovavamo i documenti, ci ha permesso di avere un upgrade dei biglietti.

Ci torna il sorriso mentre pensiamo che alla fine, le cavolate fatte nel 2014 sono ormai passate. Questo viaggio effettivamente comincia con un po’ di coccole.
Queste ci aiuteranno a rilassarci un po’ dopo le scariche di adrenalina avute nelle ultime giornate.

Felice e sorridente, abbasso lo schienale della poltrona e chiudo gli occhi per riposare un po’. Fuori è buio pesto. La prossima alba che vedremo sarà sopra l’ India.

Il resto nella prossima puntata. 😉

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8 pensieri su “La vita è come una scatola di cioccolatini: non sai mai quello che ti capita.

  1. Credo sia stata anche tutta la tensione pre-viaggio a farti sbagliare data del treno e a farvi quasi perdere i documenti!!
    Alla fine ce l’avete fatta e l’importante é questo!!!
    In bocca al lupo ancora ❤

    e che fortuna! Quindi devo smetterla di fare il check-in online e farlo al banco (in ritardo 🙂 )

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  2. Dai tesoro che il peggio è andato!
    Ora non vi resta che godervi questo splendido capitolo della vostra vita!!! E qualcosa che inizia in business (perchè il vero viaggio comincia in aereo) non può che portare a qualcosa di stupendo!!
    Buon anno austro indonesiano 😘😘

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  3. Credo sia normale andare in tilt prima di un viaggio così importante. Mi ha fatto sorridere, hai avuto una sorta di iniziazione dove poi si è risolto tutto. Che bello, buon avventura e buon anno 🙂

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