FotoPost: Marrakech attraverso i miei occhi

Le fotografie possono raggiungere l’ eternità attraverso il momento.

                                      [Henri Cartier-Bresson]

Mi capita spesso di sfogliare e risfogliare le fotografie che scatto mentre viaggio. Secondo me non c’è un modo altrettanto evocativo di fermare un ricordo. “Una fotografia è il migliore dei souvenir” scrivevo in questo post.

Le immagini scattate anche anni prima, riprendono vita ogni volta che le riguardo e mi riportano a quell’ esatto istante, immergendomi nuovamente in quella situazione. Ci sono situazioni poi, che non possono essere spiegate meglio se non attraverso un immagine. Ogni parola diventa ridondante.

Ecco perchè voglio dedicare più spazio alle immagini che altrimenti sarebbero lì, chiuse in una cartella del mio hard disk, senza mai venire condivise.

Oggi voglio raccontarvi Marrakech. La Marrakech vista attraverso i miei occhi e l’ obiettivo della mia reflex.

 Piazza Jemaa el Fna

Un tripudio di colori, odori – non sempre profumi – si mescola alle voci di marocchini e di turisti che popolano fino a tarda notte quello che è senza dubbio il cuore di Marrakech. Appena atterrati in aeroporto prendiamo il bus per arrivare qui e dirigerci poi al nostro Riad (subito fuori dalla Medina di Marrakech).

Incantatori di serpenti e tatuatrici di hennè ci hanno circondati: a volte diventa difficile resistere all’ insistenza marocchina.

Noi, con lo sguardo calamitato dalle persone che animano la piazza e dalle merci esposte in modo esemplare, riusciamo a defilarci e a rifiutare in modo più o meno elegante le offerte di fotografie con bisce d’ acqua e tatuaggi vari.

Ci inoltriamo dentro al souq cercando il Riad prenotato.

Facciamo molta fatica ad orientarci: il souq è un vero e proprio dedalo di viuzze. Motorini rumorosi sfrecciano prepotentemente dentro stradine strette e stipate all’ inverosimile di bancarelle.

Dopo soli dieci minuti dentro a quello che è il mercato più affascinante, autentico e labirintico che abbia mai visto, siamo in totale confusione. Vorrei fermarmi ogni due passi per ammirare, scattare foto ed assaggiare (anche solo con gli occhi) tutto quello che vedo.

Alla fine riusciamo a raggiungere il Riad Le Clefs du Sud. Imparando che chiedere un aiuto con la mappa qui, significa spesso venire trascinati via da bambini ed adulti che si offrono di accompagnarti di persona, dietro compenso finale, ovviamente. Siamo turisti e si vede. E vabbè.

Il Riad “Le Clefs du Sud”

Chiudiamo alle nostre spalle le pesanti porte di legno intagliato del Riad e ci inoltriamo tra i corridoi che portano al giardino interno della struttura. Qui dentro si respira un’ atmosfera ancora differente: tutto tace e la bellezza di colonne, piccoli balconcini, divanetti e complementi d’ arredo in stile moresco creano un insolito contrasto con la confusione che abbiamo lasciato subito fuori.

Ci accolgono con un aromatico tè alla menta, servito su un tavolino al centro del chiostro. Ancora una volta, ci sembra di essere in un quadretto irreale ed incredibilmente affascinante. Mentre sorseggiamo il nostro tè, alziamo la testa e giriamo lo sguardo a destra e a sinistra, ammirando l’ architettura marocchina.

Scopriremo solo qualche minuto dopo che la nostra stanza si trova proprio all’ ultimo piano del Riad, sotto la terrazza da cui si gode di una vista spettacolare sui tetti della Medina.

I sapori di Marrakech

Dopo aver lasciato i bagagli ed esserci rinfrescati a dovere, ci ributtiamo nel caos sensoriale del tratto souq-piazza Jemaa el Fna. Scegliamo di consumare il nostro primo pranzo marocchino nella grande via che affianca la piazza: vediamo un posto pieno di marocchini che espone sedie e tavoli sulla strada. Decidiamo di provarlo e ci facciamo portare la nostra prima Tajine Kefta con uova e rimaniamo incantati dal suo sapore. Lo stesso non possiamo dire per il Cous Cous: le nostre aspettative per questo piatto vengono nettamente deluse.

Nel frattempo, mentre ci immergiamo corpo e mente nel souq – ed io finalmente posso scattare foto senza preoccuparmi dei bagagli – comincia ad imbrunire. I vicoli iniziano ad illuminarsi e il mercato diventa ancora più bello. I venditori d’ argento che ci vedono passare ci avvicinano chiedendoci da dove veniamo. Ci invitano ad entrare nei loro negozi: “solo guardare, tu portare fortuna per mio negozio”. Così diventa subito sera.

Riemergiamo in Piazza Jemaa el Fna, riempitasi di bancarelle che espongono ogni ben di dio. Dalle famose escargot, agli spiedini d’ agnello, alle salsicce e alle verdure. Ci fermiamo in una bancarella che vende un dolce speziatissimo dal sapore ottimo, servito insieme ad un tè allo zenzero e limone. Tra barattolini pieni di spezie mai viste, mangiamo questo dessert dal gusto altrettanto nuovo per il nostro palato e non possiamo far a meno di pensare a quanto conti la componente gastronomica in ogni viaggio. Infondo la cultura di un luogo si manifesta fortemente anche attraverso i propri cibi.

Stanchi per la notte precedente passata in aeroporto, decidiamo di lasciare i vapori che esalano dalle bancarelle di Jemaa el Fna ed optare per un veloce bagno nella jacuzzi con vista in cima al nostro Riad. Domani saremo pronti per una nuova giornata marocchina.

La nuova Marrakech

Iniziamo la seconda giornata recandoci nella parte moderna di Marrakech. Visitiamo il suo piccolo souq (pieno di cose interessantissime anche questo), i bellissimi giardini Le Majorelle e girovaghiamo un po’ senza una meta precisa. Ci perdiamo tra le vie di Marrakech per scelta.

Pranziamo al Cafè du Livre, un piccolo posticino in cui gustare una cucina marocchina ed europea, stando immersi nella quiete e circondati da tanti libri. Un posto davvero delizioso dal quale facciamo fatica ad andarcene. Nel pomeriggio continuiamo la passeggiata e ci fermiamo alla Cooperative Artisanale des Femmes de Marrakech: una costruzione moresca dove vengono venduti i prodotti artigianali realizzati dalle donne marocchine in modo etico e senza divenire vittime di sfruttamento. Compriamo qui il nostro primo olio di argan che scegliamo rigorosamente senza profumi aggiunti, per annusare il suo vero odore.

Dopo una giornata intera passata a camminare in lungo e in largo per Marrakech e con in mano i biglietti del pullman che l’ indomani ci porterà ad Essaouira, decidiamo di tornare verso la Medina e fermarci a cena in una delle bancarelle di Jemaa el Fna.

 

Le sfumature di Jemaa

La piazza di sera inizia a riempirsi di gente: il cielo si tinge di un blu ciano che si sposa benissimo con le luci e i colori delle bancarelle. Io sono contenta come non mai in questo momento: felice di essere finalmente in questo centro nevralgico: dentro la mia testa a ripetizione c’è il ritornello de “L’  ombelico del mondo“.

Questo è l’ombelico del mondo 

dove non si sa dove si va a finire
e risalendo dentro se stessi
alla sorgente del respirare
è qui che si incontrano uomini nudi
con un bagaglio di fantasia
questo è l’ombelico del mondo
senti che sale questa energia
questo è l’ombelico del mondo
l’ombelico del mondo…

L’ atmosfera vibrante che si concentra in questo posto mi stordisce e mi riempie di carica. Ci sono esperienze che vanno assolutamente fatte, almeno una volta nella vita. Una di queste è lasciarsi confondere i sensi nel trambusto di Jeema el Fna.

I tesori del Souq

Decidiamo di passare nuovamente per il suoq, prima di tornare al Riad. E scopriamo la piazzetta delle spezie: entriamo in un negozio pieno di radici, odori e pigmenti. Facciamo amicizia con il proprietario che nasconde tra le mani un minuscolo baby-camaleonte. Compriamo del tè alla menta da portare a casa e dell’ olio di argan da cucina anche se non sappiamo ancora come potremo utilizzarlo. Fa niente: l’ odore di noccioline che ha ci piace un sacco.

Ce ne torniamo al Riad, mentalmente proiettati alla visita ad Essaouira di domani. Non vediamo proprio l’ ora. Abbiamo sentito parlare benissimo di questa città che si affaccia sul mare e vogliamo conoscerla al più presto.

Ancora non abbiamo idea di cosa ci aspetta realmente; è questo il bello del viaggio: le aspettative vengono sempre disattese, in meglio o in peggio. Essaouira ci ha fatti innamorare.

Ma questa è un’ altra storia: un altro FotoPost.

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4 pensieri su “FotoPost: Marrakech attraverso i miei occhi

    • Ciao e piacere di conoscerti! 🙂
      Per Marrakech ti consiglio senz’ altro di vedere anche la parte nuova. Dalla Medina ci si arriva tranquillamente in taxi. Ma ancora meglio: con poco meno di due ore di macchina (o taxi, come nel nostro caso) puoi attivare a Telouet, un paesino con la sua bellissima kasbah dimenticata dal mondo e purtroppo in rovina. Quando ci siamo stati noi, eravamo i soli a visitarla ed è stato davvero bello. Se contratti bene con 60€ trovi un tassista che ti ci accompagna. Non ci sono tour organizzati per Telouet. 🙂

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