Perchè Boa Vista.

Quando sento il bisogno di staccare la spina, soprattutto mentalmente, penso ad un posto semi-deserto e lontano dal turismo di massa.

E’ passato parecchio tempo da quando sono stata a Boa Vista, ma fino ad ora non ne avevo mai parlato sul blog.
Non è facile descrivere come mi abbia colpita questo posto, non è semplice renderlo a parole.

Quando ho scelto questa meta mi aspettavo qualcosa di molto diverso rispetto a quello che poi si è rivelato. E si è dimostrato un viaggio per niente scontato.

L’ aspetto migliore di Boa Vista, è che si tratta di un’ isola poco frequentata e dalle dimensioni assai ridotte. A dispetto delle dimensioni però, questa perla gettata 300 km al largo del Senegal, è ricca di scenari completamente differenti tra loro: figli di una natura ancora quasi del tutto incontaminata.

La pace di Boa VistaLa mano dell’ uomo è ancora poco visibile (ma va bene così, a mio parere) e le poche strutture ricettive si inseriscono in un panorama “sporcato” da pochissime e assai modeste abitazioni creole.

La natura la fa da padrone e regala scenari mutevoli e dai tratti estremamente forti, nei colori e nelle forme.
Se Boa Vista viene chiamata “l’ Ultimo Paradiso” un motivo c’è.
Anzi, ce n’è più di uno.

L’ Oceano. Prima di tutto il mare. Chi mi conosce sa che il mare esercita su di me un duplice effetto.
Lo cerco, lo guardo, mi lascio affascinare dai suoi colori e dal ritmo delle sue onde, ma allo stesso tempo mi intimorisce. Guardandolo ho sempre pensato che il mare sia la manifestazione più concreta della forza della Natura.
A Boa Vista ho letteralmente trascorso ore intere seguendo con gli occhi il movimento delle onde, mentre lo sguardo si perdeva in un blu scuro che non avevo mai visto e che non ho più ritrovato altrove.

Il blu di Boa Vista

Le spiagge di quest’ isola sono lambite dalle acque dell’ Oceano Atlantico. Queste stesse spiagge sono scelte ogni estate dalle tartarughe come luogo per deporre le uova. E’ possibile assistere a questo affascinante fenomeno tramite delle spedizioni notturne organizzate da esperti che si occupano tenacemente di sensibilizzare gli abitanti dell’ isola alla tutela di questi animali. A Boa Vista il problema della cattura illegale delle tartarughe e delle loro uova – che vengono poi destinate al contrabbando – è ancora terribilmente reale. Sempre la stessa organizzazione effettua escursioni per assistere alla schiusa delle uova e la corsa dei tartarughini verso l’ Oceano.

Poter essere spettatrice di questo evento è stata un’ emozione unica che difficilmente dimenticherò. Avevo sempre desiderato assistere ai primi passi di questi piccoli esserini, che appena venuti al mondo si trovano esposti a svariate sfide e devono lottare per la vita. Nell’esatto momento in cui le uova si schiudono, le tartarughine iniziano la loro corsa verso il mare, seguendo la luce della luna per orientarsi nel loro percorso.

Il deserto. Esattamente nel centro del’ isola si trova il Deserto di Viana: sabbia che arriva trascinata dai venti direttamente dal Sahara. Dune sinuose si estendono per chilometri delineando un’ ulteriore istantanea di un panorama disabitato.

E che ti lascia ancora senza parole.

La desolazione di Boa Vista rimette tutto al proprio posto. Tutte le paranoie, i problemi, tutto quel superfluo che ci fa impazzire e che da bravi occidentali chiamiamo “stress”.

Mentre sei un puntino in mezzo a chilometri di nulla assoluto, cominci a vedere tutto nella sua giusta prospettiva.

Strade di sabbia bianca delineate da sassi

Il paesaggio lunare. Sono arrivata fino al deserto con un quad: mezzo che rappresenta il miglior modo per girare l’isola in totale libertà. In una giornata si riesce facilmente a compiere il giro completo dell’isola spingendosi in ogni principale luogo. Ricordo di aver percorso chilometri su una strada lastricata praticamente deserta e di aver pensato di essere finita nella Monument Valley. Eravamo solo noi, il quad e la strada. Con qualche asino che compariva di tanto in tanto, inaspettatamente.

Solo qualche asino, di tanto in tanto.E la strada deserta che prosegue dritta a perdita d’occhio, ad certo punto cede la scena ad un panorama roccioso e arido che si colora di rosso sfumando fino al nero. Proseguendo tra quelli che sembravano crateri, senza nulla che si profilasse all’orizzonte, pensate lo spavento quando improvvisamente è spuntato un cane che inferocito ha iniziato a correre ed abbaiare inseguendo il nostro quad!

La strada deserta con niente all' orizzonte...

I paesini sperduti. Il fulcro della vita di Boa Vista è Sal Rei: un piccolo villaggio di pescatori che si concentra attorno ad una piazza con una scuola, una chiesa, un mercato ed un ufficio postale. Il minimo indispensabile per il sostentamento, insomma. Chiunque cerchi della movida è meglio che sappia che su quest’ isola non ne troverà. E’ meglio che opti per la vicina isola Sal.

Attraversando l’ isola si incontra un’ altra manciata di villaggi ancora più piccoli e ancora più sperduti. In questi conglomerati di casine dipinte di colori sgargianti il tempo si è davvero fermato. Sono villaggi abitati solo da pochi capoverdiani (e da qualche pollo), dove ancora è possibile vedere gli uomini trainare asini carichi di legna.

A Sal Rei

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