2013: l’ anno di New York (e non solo).

Nell’ ultimo giorno dell’ anno, ripenso a questi ultimi dodici mesi. Mentre sto scrivendo, dall’ altra parte del mondo è già il 2014.

Il 2013 è stato un anno dedito al “lavoro”: lo studio, il lavoro ininterrotto e stancante dei mesi estivi, e in parte, il lavoro su di me come persona. Sono da sempre un tipo a cui manca costanza e per me perseverare è difficile. Molto spesso tendo a pensare, erroneamente magari, che non riuscirò a realizzare una determinata cosa e mi scoraggio ancora prima di partire.

Questo 2013 però, mi ha dato la possibilità di apprezzarmi come persona, di capire che nonostante io mi consideri inconcludente e pigra, se una cosa mi interessa veramente allora non la mollo. Ho capito che la costanza e la tenacia sono qualità che appartengono anche a me e che emergono nei progetti di vita che faccio, accompagnandomi nei momenti in cui devo chinare la testa e lavorare sodo per ottenere piccole-grandi cose.

Ho diversi progetti in cantiere, una mente in fermento che pensa euforicamente al domani. Questi desideri per il futuro su cui sto lavorando, rappresentano un grande viaggio, in senso metaforico e non.

Il viaggio per me non è solamente una vacanza, ma piuttosto un partire per sperimentare, emozionarsi, crescere, imparare, arricchire la conoscenza di se stessi e di chi ci circonda e tornare diversi. Quando racconto la mia idea di viaggio agli altri uso spesso l’ espressione “lasciarsi sorprendere da qualcosa di nuovo”.

Per questo forse, per questa concezione di sperimentare, sono sempre stata dell’ idea che non si possa nascere, crescere, vivere e morire senza aver visto altri posti. Senza aver sentito altre storie ed aver conosciuto culture differenti. Questo è uno dei motivi per cui studio psicologia: perchè mi appassiona la diversità tra le persone, tra le  usanze, tra i vari modi di pensare.

Viaggiare rimane la mia unica grande passione. E appena posso, cerco di ritagliarmi del tempo per rigenerarmi mentalmente.

Quest’ anno un sogno che avevo da tempo si è realizzato. Il 2013 è stato l’ anno di New York.

New York è da sempre the land of opportunity, una metropoli dove tutti (nessuno escluso) possono avere la propria possibilità. Per me New York è più che altro una enorme città dove tutto si trasforma in eccesso. Dove tutto è normale e socialmente tollerato. E questo è il suo bello, a mio avviso.

New York è l’ idea che abbiamo degli Stati Uniti. Viene spesso naturale collegare le due parole nella mente. Ma come ogni grande metropoli, anche New York non è diversa e rappresenta una realtà a parte, estremizzata, rispetto all’ America.

New York skyline visto dall' Hudson

Lo skyline di New York visto dall’ Hudson

New York è la città vista nei film e sognata, immaginata numerose volte nella mente. Grattacieli, metro, lo skyline che di notte si illumina.

Posso annoverare tra i miei più preziosi ricordi l’ aver finalmente ammirato Central Park dall’ alto. E’ impressionante vedere come i grattacieli di Manhattan fitti fitti, si stringano attorno all’unico polmone verde di questa città.

Central Park

Central Park dal Top of the Rock

E la vista da Top Of The Rock (l’ osservatorio del Rockfeller Centre che va dal 67esimo al 70esimo piano del grattacielo) è qualcosa che si dimentica difficilmente. Osservare la Grande Mela dall’ alto dà la sensazione di essere in cima al mondo e ci si rende conto di quanto sia immensa New York.

I grattacieli di Manhattan dal Rockfeller Centre

I grattacieli di Manhattan dal Rockfeller Centre

New York non è solo questo, ovviamente. E’ anche la città dove tantissime culture differenti si incontrano dando vita a qualcosa di magico. Si miscelano e si fondono rimanendo comunque sempre un po’ distinte. Come il forte spirito che contraddistingue  Chinatown.

New York è la città degli artisti di strada: dove ad ogni angolo è possibile diventare improvvisamente i fortunati spettatori di un’ esibizione originale ed unica.

Suonatore di violoncello a Greenwich Village

Suonatore di violoncello a Greenwich Village

New York è la città dei mille locali, per cui non vi basterà una vita intera se la vostra intenzione è quella di cenare ogni sera in un posto diverso. E’ la città dove si trova il miglior sushi, il miglior hot dog, il miglior ramen, il “migliore di tutto” insomma. E, ovviamente, volendolo o meno, è disponile anche il peggio di tutto.  Ma per chi è appassionato di cucina etnica è un’ opportunità incredibile per assaggiare infinite tipologie di cibi differenti.

I migliori Ramen di New York

Ramen al Ramen Setagaya

New York è la città degli angoli da scoprire. Non è sempre facile avendo a disposizione una settimana o poco più, cercare di spingersi oltre ai soliti itinerari “turistici”. Ma posso garantire che oltre alle bellezze conosciute e stra-conosciute, ci sono posti seminascosti che conservano una natura autentica e caratteristica. Sono luoghi dove New York si conferma una città dagli infiniti volti e ci sorprende ancora. Ci sorprende anche dove pensavamo di avere ormai compreso la sua vera essenza.

Statua della Libertà

Statua della Libertà

Questo è il caso di Roosevelt Island. Una bellissima scoperta per me. Ricorderò sempre il bellissimo tramonto gustato passeggiando su questa minuscola isoletta. E ancora il mio adorato Alice Austen House Museum, che mi ha emozionata e che ancora oggi ricordo con affetto.

Alice Austen House Museum

Alice Austen House Museum, Staten Island

New York è una città da vedere, da sperimentare, da annusare, da assaggiare, da gustare, da camminare, da fotografare, almeno una volta nella vita. Almeno una volta. Perchè secondo me, è verissimo l’ assunto che un posto è anche (ma non solo) quello che siamo nel momento in cui lo visitiamo. E New York è una metropoli che cambia faccia nei suoi angoli segreti ed ogni giorno, e lo fa freneticamente, com’è nel suo stile.

Tra i grattacieli di Manhattan

Tra i grattacieli di Manhattan

Times Square

Times Square

Scoiattolo a Battery Park

Scoiattolo a Battery Park

Wall Street

Wall Street

Felice di essermi lasciata trascinare in questa avventura, di essermi emozionata e sorpresa, di aver assaggiato e scoperto, aggiungo una cornice al muro. Un collage di immagini e ricordi. Proiettandomi al prossimo viaggio. Al 2014.

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